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Una teoria per i tributaristi

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La determinazione differenziale della ricchezza ai fini tributari. Riflessioni sull'inerenza nella t PDF Stampa E-mail

Il volume di Alessia Vignoli, edito dalla DIKE GIuridica con una lunga prefazione di Raffaello Lupi, travalica la tematica dell'inerenza e riguarda tutti gli elementi negativi di capacità economica, rilevanti ai fini della tassazione. Può trattarsi anche di detrazioni IVA, o di oneri deducibili. E' noto che il primo momento di emersione della capacità economica è l'indicazione degli elementi positivi

e che, occultando quelli, si risolve anche il problema degli elementi negativi (come si dice in "aforismi fiscali" su questo sito), la forma di occultamento più elementare riguarda i ricavi, e nascosti quelli passano tutti i problemi. Però , quando per varie rigidità aziendali o segnalazioni dei clienti i ricavi devono venir fuori, il secondo fronte riguarda i costi  o gli altri elementi negativi. E' una determinazione sofisticata della capacità economica, che riguarda non solo la zona grigia tra spese di produzione e spese di consumo, ma anche la distinzione tra spese inerenti vari settori della produzione, come quelli imponibili ed esenti ai fini IVA. Oppure i riflessi processuali, commentando le occasionali, ma frequenti e superficiali, affermazioni secondo cui sulla deduzione dei costi l'onere della prova spetterebbe al contribuente. C'è poi l'etica degli affari, e la deduzione dei costi illeciti e delle sanzioni punitive.

 

 

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