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Home Patrimonio e Atti giuridici Le case di lusso e le discriminazioni al contrario
Le case di lusso e le discriminazioni al contrario PDF Stampa E-mail
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Patrimonio e Atti giuridici
Scritto da Raffaello Lupi   
Mercoledì 22 Gennaio 2014 07:14

In un programma televisivo ho incontrato un proprietario di casa "di lusso", che ha mandato  in onda le foto della "villa" classificata A8 sui colli savonesi, senza offesa poco più di una stamberga , mentre la villa romana normale è classificata A7 , può essere prima casa, non paga l'IMU etc etc. E' il lato oscuro delle

 forfettizzazioni e delle standardizzazioni..Poi ho ricevuto  una mail sul mio sito dell'università , che diceva 

> Egregio prof. Raffaello Lupi buongiorno, Le scrivo sperando che Lei possa comprendere il problema e darmi così una dritta per procedere
> in qualche modo su quanto di seguito Le enuncio. Penso che nel Comune di Firenze esista una palese e manifesta
> ingiustizia nei confronti di un nutrito numero di cittadini e mi riferisco ai proprietari delle abitazioni ricomprese nella vecchia (e
> questo già dice molto) classificazione catastale A1. Il SOLE 24 ORE evidenziava, pubblicando qualche mese fa (ottobre – mi
> pare) un report delle agenzie delle entrate, come Firenze sia la città con il numero più alto di classificazioni A1.La loro
> consistenza, da una risposta ad una interr. comunale che ho rintracciato, era di 2.891 al 23/11/09. Dato questo che coinvolge
> quindi ca. 3.000 famiglie (10.000 persone ?).Queste abitazioni, normalissime e senza particolari tratti lussuosi,
> hanno SEMPRE pagato sia ICI, sia IMU con importi maggiorati, perché non sono mai state esentate e le cifre nell'attualità, per un
> appartamento di ca 100/120, mq superano i 1.000 € annui. Adesso con la nuova riforma a questa cifra dovranno aggiungersi le tasse
> ricomprese nella nuova IUC. Prima o parlato di vecchie classificazioni perché sono accatastamenti
> che si rifanno agli anni 60 quando non c'erano né ICI né IMU e così
> forse si vendeva meglio (abitazioni di pregio...!?). Il loro numero
> non è più aumentato anzi è diminuito: al 31.12.2008 erano 2.902 ed
> al 31.12.07 2.919. E quindi mi domando "forse non si sono poi più
> costruite abitazioni che meritavano questa classificazione ??!!"
>
> Quindi ritorno a sottolineare l'ingiustizia del mantenimento di
> questa ghettizzazione parzialissima, indegna di una città come
> Firenze e delle amm.ni comunali che finora hanno permesso questo. E
> Renzi questa cosa la sa !!
>
> No voglio più annoiarla ma i raffronti non mi mancherebbero certo ...
> ville sui colli con annessi parchi e piscine, lussuosi appartamenti
> nel centro storico della città, splendide case sul viale del Poggio
> Imperiale ecc. ecc. tutte classificate A2 e che quindi non pagano.
>
> E quelli che hanno una A1 non sono tutti ricchi !! Ci sono
> pensionati, dipendenti, e di questi tempi subire tali ingiustizie
> fa male e molto.
>
> Sottolineo come tutti quelli che hanno provato a fare ricorso lo
> hanno perso, anche in secondo grado, pur presentando raffronti
> incontestabili in quanto riferibili ad abitazioni veramente
> lussuose. (E le leggere diminuzioni di consistenza che si notano tra
> gli anni (vedi sopra) saranno riferibili sicuramente a quei pochi
> fortunati che sono riusciti a filtrare tra le maglie dei ricorsi!).
>
> Ringrazio per l'attenzione.
>
> Cordiali saluti. lettera firmata - Firenze

Si potrebbe dire "perchè qualcuno ci guadagni bisogna che qualcuno ci rimetta", ma non è così perchè considerando complessivamente tutti i proprietari di immobili , la classificazione e la forfettizzazione catastale avvantaggia. Questa forfettizzazione all'amatriciana fa però qualche vittima, tra cui il mittente della mail suddetta.Gli A1 e gli A8 sono 30 mila in tutta italia...effettivamente è una ingiustizia , ma sono troppo pochi per fare notizia. Bisognerebbe riclassificare le vostre abitazioni ovviamente, facendo vedere una manifesta disparità di trattamento. Sotto questo profilo, il catasto dovrebbe essere accessibile (diritto di accesso) in modo da fare valutazioni comparative con altri immobili. Sarebbe una sorta di perequazione fiscale di iniziativa dei contribuenti. Per rimediare alle incongruenze di una macchina fiscale inefficiente, soprattutto  quando bisogna distinguere.  Nel caso di specie bisognerebbe davvero ridare il catasto ai comuni.Il problema generale n è la politica ma la burocrazia, col suo desiderio di copertura, di protezione. Abbiamo abbandonato la burocrazia di stampo  militare, non abbiamo saputo adottare una burocrazia di tipo aziendale, abbiamo una burocrazia di tipo legalistico-formale. Paralizzata dall'appiattimento del diritto sulla legislazione, dalla paura di decidere e dall'uso della legge per non decidere. 

Lulli Pietro <"> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >; ha scritto:

 

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