Area riservata

Newsletter

Nome:
E-mail:

Link

Siti amici, partners o semplicemente di interesse che vi segnaliamo. Accedi
 26 visitatori online

Una teoria per i tributaristi

Questo sito vuol contribuire a una teoria della tassazione, conciliando quella ragionieristica attraverso le aziende con quella valutativa attraverso gli uffici. Pur cercando di essere comprensibile da tutti, parte da aspetti facilmente inquadrabili dagli operatori del settore. www.giustiziafiscale.com   si rivolge invece direttamente agli opinion makers e agli esponenti della pubblica opinione. Sull'organizzazione sociale in generale www.organizzazionesociale.com

Home Patrimonio e Atti giuridici tassazione minore sugli interessi dei titoli pubblici:il prezzo da pagare
tassazione minore sugli interessi dei titoli pubblici:il prezzo da pagare PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Patrimonio e Atti giuridici
Scritto da Raffaello Lupi   
Mercoledì 21 Settembre 2011 15:53

nella convulsa manovra d'estate anche l'idea di tassare meno gli interessi sui titoli pubblici detenuti da privati non sembra esaltante, sul piano della neutralità della tassazione rispetto alle obbligazioni private, e soprattutto vede lo stato come "debitore" che cerca di rendere più appetibili i propri titoli per i propri risparmiatori interni..Già perchè i sottoscrittori esteri comunque non pagano ritenute

italiane, se sono -come in genere accade- dei "lordisti" cioè residenti in paesi a fiscalità normale , con scambio di informazioni etc, etc.. Quindi la logica della manovra si capisce visto che la metà del nostro debito è in mano a fondi stranieri. Se per rendere più appetibile l'investimento in BTP dopo l'innalzamento dell'aliquota della cedolare, devo alzare i rendimenti, faccio  un regalo agli stranieri. Questo almeno sulle nuove emissioni, per le vecchie resta tutto così come sta. Solo che per evitare clamorose censure di disparità di trattamento, di discriminazione comunitaria ed extracomunitaria, il regime del 12,5 percento deve essere mantenuto per tutti i titoli pubblici esteri. Cosicchè il risparmiatore italiano con titoli spagnoli o francesi continuerà a pagare il 12,5 . Con una frammetnazione del mercato ed una difficoltà estrema, per gli intermediari su cui grava l'applicazione di questo tributo emblematico della tassazione  attraverso le aziende, nel distinguere in molti casi la natura "pubblica" di un titolo in modo parallelo a quella dei titoli italiani. Comunque probabilmente qui non c'era altra soluzione, perchè i detentori italiani di titoli esteri sono molto meno dei detentori italiani di titoli italiani. Sarebbe da scriverci un articolino, anche con riferimento a cosa accade se chi applica l'imposta sostitutiva si sbaglia. E applica il 12,5 anzichè il 20. Oppure il contrario. Ma qualcuno ha visto mai un controllo e men che meno un accertamento su questa roba? Interna corporis...scire nefas,..terque quaterque...speriamo che non mi sbagli mai ad applicare la sostitutiva, se poi mi devo sbagliare speriamo che io non me ne accorga mai, se proprio me ne devo accorgere, speriamo non se ne accorga il capo area, se se ne accorge il capo area speriamo non se ne accorga il direttore generale, certo che difficilmente se ne accorgerà il fisco...dopodichè terque paterque testiculis tactis e speriamo bene.....ormai nelle aziende funziona così , la scaramanzia è la nuova frontiera della fiscalità.

Commenti

Per postare commenti o rispondere è necessario loggarsi.
 

Copyright © 2009 Fondazione Sudi Tributari | Tutti i diritti riservati | CF/P.IVA 97417730583

PixelProject.net - Design e Programmazione Web