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Una teoria per i tributaristi

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Home Patrimonio e Atti giuridici tassiamo i ricchi, ma chi sono e dove sono i loro soldi? E chi ci dice quanti ne hanno?
tassiamo i ricchi, ma chi sono e dove sono i loro soldi? E chi ci dice quanti ne hanno? PDF Stampa E-mail
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Patrimonio e Atti giuridici
Scritto da Raffaello Lupi   
Mercoledì 10 Agosto 2011 09:38

Una tendenza dell'individualismo creativo italico è la divisione tra "favorevoli e contrari", e sono abbastanza vecchio da ricordare un film "scusi ma lei è favorevole o contrario?" Riferito al divorzio, ma riferibile a qualsiasi cosa perchè

noi siamo un popolo esuberante, di gente che deve dire la sua, quindi sente il bsogno di prendere posizione, non sa dire "io non so", perchè deve “far parte di una squadra” quindi Roma o Lazio?, Destra o sinistra?, Bartali o Coppi? Bruneri o Canella? Peppone o Don Camillo? Berlusconismo o Antiberlusconismo, stato o mercato, tutti devono mostrare di avere la loro ricetta da tirare fuori dal cilindro, e nessuno -socraticamente e serenamente- sa di non sapere. Su questo sfondo "la patrimoniale" è un pomo della discordia....la mettiamo o non la mettiamo? Chi ha paghi e faccia un sacrificio pontificano molti di quelli che sono riusciti a trovare un megafono mediatico. Abbiamo detto tanto spesso che i redditi rappresentano ormai ben poco le condizioni delle persone, quindi non ci scandalizziamo..il problema è se possiamo mandare i finanzieri a fermare la gente per strada dicendo, "hai un bell'orologio" , una bella macchina, una bella casa, stai con una bella donna e sei racchio, quindi paga la patrimoniale. Qualcuno si chiede dove stanno i soldi degli Italiani? Sugli immobili di patrimoniali ce ne sono già tante, la ricchezza finanziaria viene tassata al lordo dell'inflazione e quindi subisce una patrimoniale alla amatriciana, grossolana ma pesante, per non dire del superbollo sui depositi titoli; anche il superbollo sul deposito titoli è una patrimoniale applicata ancora una volta attraverso le aziende, in modo inevitabilmente squilibrato rispetto a chi possiede, ad esempio, fondi di investimento o assicurazioni vita. Il resto della ricchezza dov'è? Nelle collezioni di francobolli o di quadri di autore? Un pò è dentro una pancia societaria, pensiamo a tutte le srl usate come contenitori patrimoniali, di immobili, terreni etc.. Un pò è nelle stesse aziende, nel senso che quello che produce reddito e occupazione ha anche un valore patrimoniale, che si trasmette per via ereditaria ai rampolli del capitalismo familiare. Quel capitalismo familiare che rappresenta la ricchezza di un paese dove funziona solo l'organizzazione privata della convivenza sociale, mentre quella pubblica assorbe montagne di soldi e restituisce scocciature...Però i rampolli dell'imprenditoria media potrebbero anche contribuire, poco ed in cambio di una legittimazione sociale di quello che hanno avuto per posizione familiare. Ma è difficile chiedere alle aziende, attraverso la gazzetta ufficiale, di tassare il patrimonio dei loro padroni, occorre un intervento pubblico, ma è proprio il pubblico ad averha abdicato alla richiesta delle imposte, come dicevamo sopra. Temo che siamo di fronte a un circolo vizioso....Al settore pubblico mancano gli strumenti organici per controllare il territorio, per distinguere ricchi e poveri, in quel modo suffiicentemente sistematico per poter gestire una soddisfacente richiesta delle imposte. Che dovrà essere inevitabilmente valutativa, ed essere coordinata con la richiesta analitica delle aziende.

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