Iniziative in progettazione
Iniziative in progettazione
Cambiamenti climatici, sostenibilità e fiscalità ambientale
C’è da chiedersi perché, dopo decenni di discussione sulla tassazione ambientale, si siano visti risultati così scarsi. A ben vedere forse anche i deludenti risultati della tassazione ambientale riflettono le criticità delle c.d. finalità extrafiscali dell’imposta, in un contesto sociale dove neppure si riescono a spiegarne le finalità fiscali. Verosimilmente, in un contesto liberistico e regolatorio, come l’Unione Europea, la fiscalità sembra conciliare il desiderio di indirizzo politico senza ricorrere ad un intervento diretto dei pubblici poteri. Peccato però che nell’era aziendale già sia difficile gestire la tassazione in modo perequato, in relazione alla diversa individuabilità e determinabilità dei vari possibili presupposti economici di imposta, ricavi, redditi, consumi e patrimoni. Essi sono infatti espressione di forza economica, mentre molti comportamenti dannosi per l’ambiente, come usare combustibili fossili, sversare liquami, abbandonare rifiuti non sono indice di forza, ma di debolezza economica. Vorremmo sbagliarci, ma molti comportamenti inquinanti dipendono proprio dai miti fondativi del mercatismo, del globalismo, del migrazionismo di merci, persone, capitali e imprese, dei continui trasferimenti, dei minori servizi autoprodotti, del turismo compulsivo.
Il degrado ambientale sembra essere la nemesi di miti globalisti ad alto consumo di energia, mentre l’economia, e in genere la vita, a chilometri zero è molto più green ed ecologicamente sostenibile.
Si tratta di un tema per ora in embrione, gestito tra l’altro con Emiliano Covino.
Raffaello Lupi, Emiliano Covino
Giornalisti e politici, interessati ai temi della finanza e della globalizzazione.
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