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Iniziative in progettazione

Iniziative in progettazione

L’Unione Europea come esperimento sociale: il vecchio mondo finisce in bellezza?

CONTENUTI:

L’unione europea non ha precedenti nel tempo e nello spazio, anche se con un po' di fantasia si potrebbero fare deboli parallelismi col rapporto tra principati tedeschi medievali e sacro romano impero. Si tratta di un’iniziativa ambiziosa innescata dal desiderio politico di non ripetere tragedie come le guerre mondiali della prima metà del Novecento. L’Unione, tuttavia, ha risentito di un’idea di concorrenza legata all’era agricola, anziché a quella aziendale, con le sue rigidità, dove i consumatori sono sempre meno capaci di controllare il rapporto qualità-prezzo. Servono quindi ulteriori strumenti di controllo sociale, in un dibattito pubblico pluralista e articolato da parte delle opinioni pubbliche, tipicamente nazionali e non europee. E’ insomma difficile costruire un unico stato, condividendo non tanto valori, quanto i meccanismi di funzionamento delle pubbliche amministrazioni, già molto complessi all’interno Le diverse tradizioni culturali ed espressioni linguistiche faticano ad omogeneizzarsi in una lingua veicolare, di fatto l’inglese, che comporta difficoltà di dialogo su temi complessi, come quelli finanziari, monetari, ambientali, infrastrutturali, sanitar, migratori, e tanti altri, difficili da gestire anche parlando la stessa lingua. C’è persino da chiedersi in quale misura unificazioni politiche ulteriori siano conciliabili con la sovranità popolare su temi complessi, settoriali e ricchi di sfumature già all’interno. L’attività regolatoria dell’UE costituisce il controllo degli organi politici unionali è debolissimo e gli incontri delle rappresentanze nazionali su temi di estremo dettaglio, producono innumerevoli insignificanti regolette, con un’idea vaghissima dei diversi contesti in cui impatteranno. Una battuta di umorismo geopolitico afferma giustamente che gli USA innovano, la Cina copia (o produce) e l’Europa regola, in nome delle bandiere politiche che di volta in volta ci si danno, come il mercato, i diritti fondamentali, l’austerità, la ripresa e resilienza, l’ambiente e da ultimo persino la guerra. Giuridicamente poi si crea una sorta di complicatissimo e inconsapevole diritto comune europeo, dato dagli intrecci tra normative europee e nazionali. Le amministrazioni dei paesi membri devono quindi effettuare una combinazione casistica di molteplici profili valoriali, simultaneamente enunciati in sede interna e comunitaria. Ciò rischia di far scattare una macroscopica forma nuova di incertezza del diritto, che potremmo chiamare “di ritorno”, da sovrabbondanza normativa.

LIVELLO DI LAVORAZIONE:

Anche questo testo richiede molta cooperazione, ma le considerazioni di Raffaello Lupi sul tema sono all’interno di questo volume in open access https://www.cacuccieditore.it/6-aiuti-di-stato-il-ruolo-delle-giurisdizioni-nazionali-e-europee-9791259652881

DESTINATARI:
Giornalisti e politici, interessati ai temi della finanza e della globalizzazione.

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