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Studi Sociali in Accesso Aperto

Presentazione Fondazione e Iniziative

"Qui progettiamo spiegazioni giuridico sociali di molti aspetti dell’economia e del diritto, anche nei loro intrecci ai fini tributari, ma non solo. Una volta affinate le idee, e raggiunta un’esposizione letterariamente interessante, procederemo con una pubblicazione cartacea, tramite LGS editore."

Raffaello Lupi e la Fondazione Studi Tributari.

La “Fondazione studi tributari”, è stata promossa nel 2006 da Raffaello Lupi e altri studiosi, per studiare i tributi tra economia e diritto, dal che la sigla “fondazione Stude” (Studi Tributari nell’Unità di Diritto ed Economia). Nel corso della sua esperienza quasi ventennale ci sono stati siti internet (oggi www.giustizia fiscale.com), video sul canale youtube intestato a Raffaello Lupi, riviste ("Dialoghi di diritto tributario", poi "Dialoghi tributari" , edita dal 2003 al 2015 da ultimo wki-ipsoa), convegni e corsi di formazione. Tuttavia, progressivamente ci siamo resi conto che le confusioni, i malesseri, le inefficienze del settore tributario riflettono una più generale carenza di spiegazioni sugli aspetti economici e politico giuridici della socialità. Insomma, per spiegare socialmente il diritto tributario occorre inquadrarlo nella cornice di quella che definiamo “era aziendale” nel primo volume presentato nel sito (vedi). Per spiegare la produzione tecnologica di serie, le aziende pluripersonali, le burocrazie pubbliche e tante altre caratteristiche dell’era aziendale, non bastano più, infatti, gli strumenti culturali emotivo-letterari formatisi nell’era preindustriale.  Le spiegazioni sociali sono ormai troppo articolate per essere la ricaduta storie emotivamente e sentimentalmente interessanti. Servono narrazioni dirette, ancorché letterariamente gradevoli, per le quali la fiscalità è un ottimo punto di partenza. L’obiettivo metodologico generale è riflettere su alcune caratteristiche che distinguono gli studi sociali dalle scienze fisiche, cui hanno cercato confusamente di ispirarsi, diventando invece autoreferenziali; si pensi ad esempio all’esposizione matematica degli studi economici, con le sue formalizzazioni di operatori razionali, governati da bisogni elementari, riconducibili all’epoca delle caverne.

Senza adeguate spiegazioni sociali, la discussione pubblica continua ad essere dominata da emotività letterarie e sensazionalismo mediatico-politico (c.d. infotainment). Di quest’ultimo occorre mantenere la chiarezza, superandone però il semplicismo e coordinando le riflessioni dei vari interessati al tema. Queste spiegazioni sono la cornice per spiegare anche i problemi tributari, da cui la fondazione Stude aveva preso le mosse quasi vent’anni or sono, ma che non possono essere risolti dall’interno, trascurando le caratteristiche dell’era aziendale.

Spiegazioni sociali tematiche, organiche e graduali: dalle idee in embrione al cartaceo con LGS.

Le spiegazioni della socialità sono accomunate dal già indicato punto fermo metodologico, cioè l’erroneità di appiattirsi sulla metodologia e i criteri di ricerca dello studio della materia, secondo il c.d. “monismo metodologico”. Le ragioni, indicate a pag.25 e seguenti di Studi Sociali e diritto https://romatrepress.uniroma3.it/libro/studi-sociali-e-diritto/  e al par.4.3 di Era aziendale e studi sociali,  indicato di seguito, sono riassumibili nella generalizzata possibilità di riflettere, in base al proprio bagaglio cultural-esperienziale, sulla società in cui si vive. Quest’accessibilità degli studi sociali è confermata dai continui passaggi da un argomento all’altro nella discussione pubblica, all’interno del circuito mediatico politico. Le accademie di studi sociali non hanno quindi alcuna riserva di competenza sulle proprie materie, e si giustificano solo per coordinare e integrare le riflessioni, altrimenti dispersive, formulate dagli interessati ai rispettivi temi.

Anche se accessibili, le innumerevoli prospettive degli studi sociali vanno appunto, socializzate cioè raccolte, coordinate e offerte al confronto e alla discussione degli interessati.

Si tratta però di un’interlocuzione esterna alle accademie, non interna come nelle scienze fisiche, a conferma dell’erroneità del suddetto monismo metodologico. Anzi, se le scienze fisiche si specializzano, negli studi sociali sono invece interdipendenti le riflessioni economiche, politico-giuridiche, psicologiche, storiche, di costume e via enumerando. Sono sfaccettature troppo numerose per le forze di una sola disciplina o, peggio, di una sola scuola, come gruppo di studiosi legati da vincoli tematici e spazio-temporali. I pochi elementi di base, economici e politico-giuridici, ricorrenti in ogni prospettiva di studio sociale, si combinano in modo sempre diverso a seconda del tema, dell'interesse degli interlocutori, della loro tipologia e dell'occasione di incontro. Proprio queste diverse contestualizzazioni delle singole tematiche, con vari diversi livelli di discorso, complicano gli studi sociali, a ulteriore smentita di ogni monismo metodologico, cui è dedicata una specifica pubblicazione del sito link.

Ordine tematico e caratteristiche comuni per un’editoria giuridico sociale.

Le spiegazioni sociali, lungi dall’essere riservate a ristrette accademie, vanno quindi aperte a ogni contributo costruttivo degli interessati alle relative tematiche, com’è del resto implicito nel concetto di socialità. L’importante è che il contributo di ciascuno non abbia lo scopo di legittimare l’autore, mostrandone l’erudizione, ma proporre idee non banali, su cui sollecitare un confronto costruttivo.

Ulteriore difficoltà è inserire in queste spiegazioni l’ordine connesso alla trama narrativa dell’ordinaria letteratura, come nei romanzi o nelle narrazioni degli storici. L’unico ordine che possono darsi le spiegazioni sociali è quindi quello tematico, gestendo in modo coordinato gli argomenti toccati. Si tratta di evitare divagazioni, e ripetizioni, ma al tempo anche lacune, mantenendo il filo del discorso, senza renderlo prolisso da un lato e discontinuo dall’altro; ciò a costo di abbandonare spunti interessanti, ma che non si riescono ad inserire senza rendere dispersivo il discorso. Ad esempio, se si parla di aziende e di microeconomia, è facile divagare in macroeconomia o in politica economica, se non in politica tout court. Uno dei maggiori sforzi degli studi sociali è infatti la coerenza tematica, cioè la capacità di cogliere il maggior numero di prospettive dell’argomento, valorizzandone i collegamenti, senza andare fuori tema. Le connessioni politiche, economico generali, finanziarie, di costume, di attualità mediatica, esistenziali, metafisico ideologiche, d’intrattenimento, storiche, geopolitiche, demografiche, sanitarie, tributarie, ambientali, di sicurezza, esistenziali, di assetto delle famiglie, e tante possibili altre devono inserirsi nella linearità del discorso. Quest’ultimo, infatti, per essere ripreso, obbliga a riepiloghi che suonano come ripetitivi all’interlocutore. Si devono quindi gestire i collegamenti, che arricchiscono il discorso, senza però perderne il filo, evitando nell’interlocutore sensazioni tipo questo me l’ha già detto ovvero tipo questo cosa c’entra?.  Il tema centrale, il focus del discorso, deve cioè restare sempre visibile, e solo valorizzato dai collegamenti che lo completano e arricchiscono. E’ un compito difficile, sia perché molti desiderano scrivere libri solo per ragioni di carriera e visibilità, unendo manifestazioni di erudizione e divagazioni vagamente in tema solo per fare volume. Il compito è, per ragioni opposte, difficile anche per chi ha troppe idee e le accosta a danno del suddetto ordine tematico. Un buon compromesso sono le pubblicazioni parallele proposte in questo sito, ciascuna focalizzata sul proprio tema, valorizzando quelli che, rispetto ad esso, sono accessori. Ogni prospettiva della socialità può essere quindi una volta protagonista, ed altre complementare, con diversa importanza, secondo il collegamento col tema principale. Questa pluralità tematica evita divagazioni, sostituite da rinvii agli altri scritti dove il tema richiamato, perché accessorio, è invece trattato da protagonista.

Importante è anche la sinergia con diverse forme espositive sul tema, come quelle audio o video, magari nell’immediato più efficaci. Rispetto ad esse però la scrittura ha il vantaggio di essere manipolabile e integrabile, potendo essere gradualmente rimaneggiata e meglio focalizzata. Al contrario, Video e audio, una volta effettuati, sono invece impossibili da modificare o fondere con la stessa precisione.  Anche se cercheremo di farne uso, dobbiamo far presente che non potranno raggiungere l’articolazione e le sfumature dei testi scritti.

Inizieremo quindi a indicare una serie di direzioni di ricerca, alcune già articolate, altre ancora in embrione.  Si tratta di spiegazioni giuridico sociali di molti aspetti dell’economia e del diritto, talvolta nei loro intrecci ai fini tributari. L’obiettivo finale, una volta raggiunta un’esposizione letterariamente interessante, è la pubblicazione cartacea, tramite LGS editore. Le combinazioni possono però variare, a seconda della completezza e fluidità espositiva degli scritti. Possono esserci dei meri embrioni, testi solo in open access, altri cui all’open access di affianca un testo cartaceo. L’editoria letterario-narrativa, del resto, non soffre particolari crisi, e uno degli obiettivi del progetto è appunto accompagnare l’esposizione sociale in un percorso che la renda gradevole, in grado di diffondersi secondo tutti i possibili canali. È comodo infatti consultare i testi su internet, anche con la ricerca per parola, ma la tradizione secolare dell’editoria cartacea e il piacere della lettura mantengono il loro appeal. L’importante è però garantire il lettore, con questa selezione, che a monte ci sia qualcosa meritevole di essere letto, combinando il piano dei contenuti con quello della forma.

Modalità per contribuire o partecipare.

Questo non è un sito che propone interventi di poche pagine, corrispondenti a un articolo di giornale, come facciamo anche noi su giustiziafiscale.com. Qui cerchiamo invece di coordinare, integrare e sistematizzare riflessioni tematiche sui vari aspetti della socialità, indicati nelle varie ipotesi di pubblicazione che proponiamo. E’ un lavoro complesso, strutturalmente “sociale”, visto il numero di temi analizzabili già indicati, e degli altri via via presumibilmente ipotizzabili.  Visti gli impegni personali e professionali, nonché gli interessi culturali, in cui tutti sono presi, è bene che i contributi siano poco impegnativi e di molte persone. Essi possono consistere nell’invio di idee sui temi di analisi da noi indicati, di indicazioni su lacune o ripetizioni negli scritti preliminari che proponiamo. Ci può essere anche il suggerimento propri contributi scritti, da inserire nelle analisi da noi proposte, o l’indicazione di nuovi temi di analisi. La maggior parte delle nostre interlocuzioni si svolgerà presumibilmente con persone che, per un verso o per un altro, ci conoscono, e sanno come contattarci a seconda dei rapporti. Tuttavia, per chi non fosse in contatto per altri versi con noi indichiamo questa casella mail per inviare le riflessioni e le proposte di cui sopra Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Open Access, cosa è.

Da wikipedia

L'accesso aperto o open access è una modalità di pubblicazione del materiale prodotto dalla ricerca scientifica (come ad esempio gli articoli pubblicati in riviste accademiche o atti di conferenze, ma anche capitoli di libri, monografie, o dati sperimentali) che ne consente accesso libero e senza restrizione. Data la contrapposizione del modello di pubblicazione ad accesso aperto rispetto a quello classico, nel quale tipicamente le case editrici accademiche detengono diritti esclusivi sul materiale e ne vendono abbonamenti e licenze, l'espressione indica anche il movimento che sostiene e promuove la strategia ad accesso aperto. In un'accezione ancor più ampia, il termine esprime la libera disponibilità online di contenuti digitali in generale e riguarda l'insieme della conoscenza e della creatività liberamente utilizzabile, in quanto non coperta da restrizioni legate alla proprietà intellettuale.

"Qui progettiamo spiegazioni giuridico sociali di molti aspetti dell’economia e del diritto, anche nei loro intrecci ai fini tributari, ma non solo. Una volta affinate le idee, e raggiunta un’esposizione letterariamente interessante, procederemo con una pubblicazione cartacea, tramite LGS editore."

Raffaello Lupi e la Fondazione Studi Tributari.

La “Fondazione studi tributari”, è stata promossa nel 2006 da Raffaello Lupi e altri studiosi, per studiare i tributi tra economia e diritto, dal che la sigla “fondazione Stude” (Studi Tributari nell’Unità di Diritto ed Economia). Nel corso della sua esperienza quasi ventennale ci sono stati siti internet (oggi www.giustizia fiscale.com), video sul canale youtube intestato a Raffaello Lupi, riviste ("Dialoghi di diritto tributario", poi "Dialoghi tributari" , edita dal 2003 al 2015 da ultimo wki-ipsoa), convegni e corsi di formazione. Tuttavia, progressivamente ci siamo resi conto che le confusioni, i malesseri, le inefficienze del settore tributario riflettono una più generale carenza di spiegazioni sugli aspetti economici e politico giuridici della socialità. Insomma, per spiegare socialmente il diritto tributario occorre inquadrarlo nella cornice di quella che definiamo “era aziendale” nel primo volume presentato nel sito (vedi). Per spiegare la produzione tecnologica di serie, le aziende pluripersonali, le burocrazie pubbliche e tante altre caratteristiche dell’era aziendale, non bastano più, infatti, gli strumenti culturali emotivo-letterari formatisi nell’era preindustriale.  Le spiegazioni sociali sono ormai troppo articolate per essere la ricaduta storie emotivamente e sentimentalmente interessanti. Servono narrazioni dirette, ancorché letterariamente gradevoli, per le quali la fiscalità è un ottimo punto di partenza. L’obiettivo metodologico generale è riflettere su alcune caratteristiche che distinguono gli studi sociali dalle scienze fisiche, cui hanno cercato confusamente di ispirarsi, diventando invece autoreferenziali; si pensi ad esempio all’esposizione matematica degli studi economici, con le sue formalizzazioni di operatori razionali, governati da bisogni elementari, riconducibili all’epoca delle caverne.

Senza adeguate spiegazioni sociali, la discussione pubblica continua ad essere dominata da emotività letterarie e sensazionalismo mediatico-politico (c.d. infotainment). Di quest’ultimo occorre mantenere la chiarezza, superandone però il semplicismo e coordinando le riflessioni dei vari interessati al tema. Queste spiegazioni sono la cornice per spiegare anche i problemi tributari, da cui la fondazione Stude aveva preso le mosse quasi vent’anni or sono, ma che non possono essere risolti dall’interno, trascurando le caratteristiche dell’era aziendale.

Spiegazioni sociali tematiche, organiche e graduali: dalle idee in embrione al cartaceo con LGS.

Le spiegazioni della socialità sono accomunate dal già indicato punto fermo metodologico, cioè l’erroneità di appiattirsi sulla metodologia e i criteri di ricerca dello studio della materia, secondo il c.d. “monismo metodologico”. Le ragioni, indicate a pag.25 e seguenti di Studi Sociali e diritto https://romatrepress.uniroma3.it/libro/studi-sociali-e-diritto/  e al par.4.3 di Era aziendale e studi sociali,  indicato di seguito, sono riassumibili nella generalizzata possibilità di riflettere, in base al proprio bagaglio cultural-esperienziale, sulla società in cui si vive. Quest’accessibilità degli studi sociali è confermata dai continui passaggi da un argomento all’altro nella discussione pubblica, all’interno del circuito mediatico politico. Le accademie di studi sociali non hanno quindi alcuna riserva di competenza sulle proprie materie, e si giustificano solo per coordinare e integrare le riflessioni, altrimenti dispersive, formulate dagli interessati ai rispettivi temi.

Anche se accessibili, le innumerevoli prospettive degli studi sociali vanno appunto, socializzate cioè raccolte, coordinate e offerte al confronto e alla discussione degli interessati.

Si tratta però di un’interlocuzione esterna alle accademie, non interna come nelle scienze fisiche, a conferma dell’erroneità del suddetto monismo metodologico. Anzi, se le scienze fisiche si specializzano, negli studi sociali sono invece interdipendenti le riflessioni economiche, politico-giuridiche, psicologiche, storiche, di costume e via enumerando. Sono sfaccettature troppo numerose per le forze di una sola disciplina o, peggio, di una sola scuola, come gruppo di studiosi legati da vincoli tematici e spazio-temporali. I pochi elementi di base, economici e politico-giuridici, ricorrenti in ogni prospettiva di studio sociale, si combinano in modo sempre diverso a seconda del tema, dell'interesse degli interlocutori, della loro tipologia e dell'occasione di incontro. Proprio queste diverse contestualizzazioni delle singole tematiche, con vari diversi livelli di discorso, complicano gli studi sociali, a ulteriore smentita di ogni monismo metodologico, cui è dedicata una specifica pubblicazione del sito link.

Ordine tematico e caratteristiche comuni per un’editoria giuridico sociale.

Le spiegazioni sociali, lungi dall’essere riservate a ristrette accademie, vanno quindi aperte a ogni contributo costruttivo degli interessati alle relative tematiche, com’è del resto implicito nel concetto di socialità. L’importante è che il contributo di ciascuno non abbia lo scopo di legittimare l’autore, mostrandone l’erudizione, ma proporre idee non banali, su cui sollecitare un confronto costruttivo.

Ulteriore difficoltà è inserire in queste spiegazioni l’ordine connesso alla trama narrativa dell’ordinaria letteratura, come nei romanzi o nelle narrazioni degli storici. L’unico ordine che possono darsi le spiegazioni sociali è quindi quello tematico, gestendo in modo coordinato gli argomenti toccati. Si tratta di evitare divagazioni, e ripetizioni, ma al tempo anche lacune, mantenendo il filo del discorso, senza renderlo prolisso da un lato e discontinuo dall’altro; ciò a costo di abbandonare spunti interessanti, ma che non si riescono ad inserire senza rendere dispersivo il discorso. Ad esempio, se si parla di aziende e di microeconomia, è facile divagare in macroeconomia o in politica economica, se non in politica tout court. Uno dei maggiori sforzi degli studi sociali è infatti la coerenza tematica, cioè la capacità di cogliere il maggior numero di prospettive dell’argomento, valorizzandone i collegamenti, senza andare fuori tema. Le connessioni politiche, economico generali, finanziarie, di costume, di attualità mediatica, esistenziali, metafisico ideologiche, d’intrattenimento, storiche, geopolitiche, demografiche, sanitarie, tributarie, ambientali, di sicurezza, esistenziali, di assetto delle famiglie, e tante possibili altre devono inserirsi nella linearità del discorso. Quest’ultimo, infatti, per essere ripreso, obbliga a riepiloghi che suonano come ripetitivi all’interlocutore. Si devono quindi gestire i collegamenti, che arricchiscono il discorso, senza però perderne il filo, evitando nell’interlocutore sensazioni tipo questo me l’ha già detto ovvero tipo questo cosa c’entra?.  Il tema centrale, il focus del discorso, deve cioè restare sempre visibile, e solo valorizzato dai collegamenti che lo completano e arricchiscono. E’ un compito difficile, sia perché molti desiderano scrivere libri solo per ragioni di carriera e visibilità, unendo manifestazioni di erudizione e divagazioni vagamente in tema solo per fare volume. Il compito è, per ragioni opposte, difficile anche per chi ha troppe idee e le accosta a danno del suddetto ordine tematico. Un buon compromesso sono le pubblicazioni parallele proposte in questo sito, ciascuna focalizzata sul proprio tema, valorizzando quelli che, rispetto ad esso, sono accessori. Ogni prospettiva della socialità può essere quindi una volta protagonista, ed altre complementare, con diversa importanza, secondo il collegamento col tema principale. Questa pluralità tematica evita divagazioni, sostituite da rinvii agli altri scritti dove il tema richiamato, perché accessorio, è invece trattato da protagonista.

Importante è anche la sinergia con diverse forme espositive sul tema, come quelle audio o video, magari nell’immediato più efficaci. Rispetto ad esse però la scrittura ha il vantaggio di essere manipolabile e integrabile, potendo essere gradualmente rimaneggiata e meglio focalizzata. Al contrario, Video e audio, una volta effettuati, sono invece impossibili da modificare o fondere con la stessa precisione.  Anche se cercheremo di farne uso, dobbiamo far presente che non potranno raggiungere l’articolazione e le sfumature dei testi scritti.

Inizieremo quindi a indicare una serie di direzioni di ricerca, alcune già articolate, altre ancora in embrione.  Si tratta di spiegazioni giuridico sociali di molti aspetti dell’economia e del diritto, talvolta nei loro intrecci ai fini tributari. L’obiettivo finale, una volta raggiunta un’esposizione letterariamente interessante, è la pubblicazione cartacea, tramite LGS editore. Le combinazioni possono però variare, a seconda della completezza e fluidità espositiva degli scritti. Possono esserci dei meri embrioni, testi solo in open access, altri cui all’open access di affianca un testo cartaceo. L’editoria letterario-narrativa, del resto, non soffre particolari crisi, e uno degli obiettivi del progetto è appunto accompagnare l’esposizione sociale in un percorso che la renda gradevole, in grado di diffondersi secondo tutti i possibili canali. È comodo infatti consultare i testi su internet, anche con la ricerca per parola, ma la tradizione secolare dell’editoria cartacea e il piacere della lettura mantengono il loro appeal. L’importante è però garantire il lettore, con questa selezione, che a monte ci sia qualcosa meritevole di essere letto, combinando il piano dei contenuti con quello della forma.

Ordine tematico e caratteristiche comuni per un’editoria giuridico sociale.

Le spiegazioni sociali, lungi dall’essere riservate a ristrette accademie, vanno quindi aperte a ogni contributo costruttivo degli interessati alle relative tematiche, com’è del resto implicito nel concetto di socialità. L’importante è che il contributo di ciascuno non abbia lo scopo di legittimare l’autore, mostrandone l’erudizione, ma proporre idee non banali, su cui sollecitare un confronto costruttivo.

Ulteriore difficoltà è inserire in queste spiegazioni l’ordine connesso alla trama narrativa dell’ordinaria letteratura, come nei romanzi o nelle narrazioni degli storici. L’unico ordine che possono darsi le spiegazioni sociali è quindi quello tematico, gestendo in modo coordinato gli argomenti toccati. Si tratta di evitare divagazioni, e ripetizioni, ma al tempo anche lacune, mantenendo il filo del discorso, senza renderlo prolisso da un lato e discontinuo dall’altro; ciò a costo di abbandonare spunti interessanti, ma che non si riescono ad inserire senza rendere dispersivo il discorso. Ad esempio, se si parla di aziende e di microeconomia, è facile divagare in macroeconomia o in politica economica, se non in politica tout court. Uno dei maggiori sforzi degli studi sociali è infatti la coerenza tematica, cioè la capacità di cogliere il maggior numero di prospettive dell’argomento, valorizzandone i collegamenti, senza andare fuori tema. Le connessioni politiche, economico generali, finanziarie, di costume, di attualità mediatica, esistenziali, metafisico ideologiche, d’intrattenimento, storiche, geopolitiche, demografiche, sanitarie, tributarie, ambientali, di sicurezza, esistenziali, di assetto delle famiglie, e tante possibili altre devono inserirsi nella linearità del discorso. Quest’ultimo, infatti, per essere ripreso, obbliga a riepiloghi che suonano come ripetitivi all’interlocutore. Si devono quindi gestire i collegamenti, che arricchiscono il discorso, senza però perderne il filo, evitando nell’interlocutore sensazioni tipo questo me l’ha già detto ovvero tipo questo cosa c’entra?.  Il tema centrale, il focus del discorso, deve cioè restare sempre visibile, e solo valorizzato dai collegamenti che lo completano e arricchiscono. E’ un compito difficile, sia perché molti desiderano scrivere libri solo per ragioni di carriera e visibilità, unendo manifestazioni di erudizione e divagazioni vagamente in tema solo per fare volume. Il compito è, per ragioni opposte, difficile anche per chi ha troppe idee e le accosta a danno del suddetto ordine tematico. Un buon compromesso sono le pubblicazioni parallele proposte in questo sito, ciascuna focalizzata sul proprio tema, valorizzando quelli che, rispetto ad esso, sono accessori. Ogni prospettiva della socialità può essere quindi una volta protagonista, ed altre complementare, con diversa importanza, secondo il collegamento col tema principale. Questa pluralità tematica evita divagazioni, sostituite da rinvii agli altri scritti dove il tema richiamato, perché accessorio, è invece trattato da protagonista.

Importante è anche la sinergia con diverse forme espositive sul tema, come quelle audio o video, magari nell’immediato più efficaci. Rispetto ad esse però la scrittura ha il vantaggio di essere manipolabile e integrabile, potendo essere gradualmente rimaneggiata e meglio focalizzata. Al contrario, Video e audio, una volta effettuati, sono invece impossibili da modificare o fondere con la stessa precisione.  Anche se cercheremo di farne uso, dobbiamo far presente che non potranno raggiungere l’articolazione e le sfumature dei testi scritti.

Inizieremo quindi a indicare una serie di direzioni di ricerca, alcune già articolate, altre ancora in embrione.  Si tratta di spiegazioni giuridico sociali di molti aspetti dell’economia e del diritto, talvolta nei loro intrecci ai fini tributari. L’obiettivo finale, una volta raggiunta un’esposizione letterariamente interessante, è la pubblicazione cartacea, tramite LGS editore. Le combinazioni possono però variare, a seconda della completezza e fluidità espositiva degli scritti. Possono esserci dei meri embrioni, testi solo in open access, altri cui all’open access di affianca un testo cartaceo. L’editoria letterario-narrativa, del resto, non soffre particolari crisi, e uno degli obiettivi del progetto è appunto accompagnare l’esposizione sociale in un percorso che la renda gradevole, in grado di diffondersi secondo tutti i possibili canali. È comodo infatti consultare i testi su internet, anche con la ricerca per parola, ma la tradizione secolare dell’editoria cartacea e il piacere della lettura mantengono il loro appeal. L’importante è però garantire il lettore, con questa selezione, che a monte ci sia qualcosa meritevole di essere letto, combinando il piano dei contenuti con quello della forma.

Modalità per contribuire o partecipare.

Questo non è un sito che propone interventi di poche pagine, corrispondenti a un articolo di giornale, come facciamo anche noi su giustiziafiscale.com. Qui cerchiamo invece di coordinare, integrare e sistematizzare riflessioni tematiche sui vari aspetti della socialità, indicati nelle varie ipotesi di pubblicazione che proponiamo. E’ un lavoro complesso, strutturalmente “sociale”, visto il numero di temi analizzabili già indicati, e degli altri via via presumibilmente ipotizzabili.  Visti gli impegni personali e professionali, nonché gli interessi culturali, in cui tutti sono presi, è bene che i contributi siano poco impegnativi e di molte persone. Essi possono consistere nell’invio di idee sui temi di analisi da noi indicati, di indicazioni su lacune o ripetizioni negli scritti preliminari che proponiamo. Ci può essere anche il suggerimento propri contributi scritti, da inserire nelle analisi da noi proposte, o l’indicazione di nuovi temi di analisi. La maggior parte delle nostre interlocuzioni si svolgerà presumibilmente con persone che, per un verso o per un altro, ci conoscono, e sanno come contattarci a seconda dei rapporti. Tuttavia, per chi non fosse in contatto per altri versi con noi indichiamo questa casella mail per inviare le riflessioni e le proposte di cui Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Open Access, cosa è.

Da wikipedia

L'accesso aperto o open access è una modalità di pubblicazione del materiale prodotto dalla ricerca scientifica (come ad esempio gli articoli pubblicati in riviste accademiche o atti di conferenze, ma anche capitoli di libri, monografie, o dati sperimentali) che ne consente accesso libero e senza restrizione. Data la contrapposizione del modello di pubblicazione ad accesso aperto rispetto a quello classico, nel quale tipicamente le case editrici accademiche detengono diritti esclusivi sul materiale e ne vendono abbonamenti e licenze, l'espressione indica anche il movimento che sostiene e promuove la strategia ad accesso aperto. In un'accezione ancor più ampia, il termine esprime la libera disponibilità online di contenuti digitali in generale e riguarda l'insieme della conoscenza e della creatività liberamente utilizzabile, in quanto non coperta da restrizioni legate alla proprietà intellettuale.