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Home Tassazione internazionale la casa di abdul e il monitoraggio fiscale
la casa di abdul e il monitoraggio fiscale PDF Stampa E-mail
Tassazione internazionale
Scritto da Raffaello Lupi   
Domenica 04 Marzo 2012 11:07

La legge, concepita per risolvere i problemi, con la sua rigidità li crea anche a proposito  del monitoraggio fiscale. Mi riferisco agli immigrati, che sono sempre di più e sono ormai residenti in Italia. Però magari  hanno

 

mantenuto , acquistato o ereditato una casa nel loro paese di residenza, fanno continui  bonifici all'estero. Come si inquadra tutto questo nella disciplina del monitoraggio fiscale, visto che sono residenti in Italia? Non so se la disciplina vigente offre risposte a questa domanda. Non lo so e mi limito a segnalare il punto. Chiedo se Abdul debba inserire nel quadro RW del modello unico il suo bicamere di Dakar. Mi chiedo se Ljudmila debba inserire i bonifici che fa a Kisinev, dove studia la figlia  o  c'è la madre malata. Una cosa è certa.  Il monitoraggio fiscale, ennesimo  tentativo di  amministrare per legge,  è servito solo  a procurare guai e fastidi alla gente perbene. Mentre ha fatto  il solletico a chi nascondeva ricchezza al fisco. Comunque è un argomento suggerito per un articolo  su Dialoghi.

Commenti

avatar NADIA MARIA ZEMIGNANI
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Tutte ( quasi) le badanti rumene residenti in Italia inviano soldi guadagnati in nero in Italia nel loro Paese , non solo per mantenere la madre o i figli ma anche per accumulare colà i loro risparmi per goderseli al momento del loro ritorno in Romania . oppure per costruirsi una casa e godersela nelle vacanze.
Sarebbe opportuno che la nostra solerte Agenzia delle Entrate mettesse in atto una bella campagna anche televisiva per informare tutti gli stranieri circa gli obblighi relativi al monitoraggio e le conseguenze anche in termini di confisca per equivalente ...
Se si facessero i dovuti controlli si accerterebbero sia i datori di lavoro italiani che fanno lavorare in nero e sia i lavoratori stranieri che evadono a tutti gli effetti lavorando in nero.
Inoltre il problema è che anche i lavoratori stranieri regolari non vogliono fare nessuna dichiarazione ( parlo di quadroW) . lo dico in quanto come commercialista , ho cercato di convincerne parecchi , ma senza risultati Forse il governo dei professori potrebbe convincerli con adeguati spot e serie campagne di informazione. Sarebbe un atto dovuto nei confronti dei tanti cittadini italiani tormentati ed angustiati da obblighi degni del servaggio della gleba. Ma si ha un'idea delle difficoltà nel dover racimolare per le dichiarazioni tutto il materiale necessario a dichiarare secondo quanto richiesto dalle istruzioni del quadro W?

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