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Home Recensioni Sulle aziende italiane volano gli avv.oltoi (stefanoni, il codice del potere, Melampo editore)
Sulle aziende italiane volano gli avv.oltoi (stefanoni, il codice del potere, Melampo editore) PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   
Sabato 25 Febbraio 2012 17:08

Uno dei grossi problemi delle scienze sociali in Italia è la mancanza del giurista come osservatore e analista della convivenza sociale, alla stregua degli economisti, ma sotto la diversa angolazione dello studio dei comportamenti delle

 

istituzioni. Anche l'appiattimento del diritto sulla legislazione, la degenerazione del giuspositivismo, ha ostacolato la trasformazione degli avvocati, o almeno di alcuni avvocati, in giuristi, cioè in "scienziati sociali"...Questa limitatezza di prospettive trasforma la letteratura giuridica in una gigantesca serie di tecnicismi, di sfasamenti normativi , in gran parte casuali, inconsapevoli casi limite, o frutti di ipocrisia politica, analizzati come fossero rivelatori di chissà quale razionalità immanente. Ne deriva una immane perdita di tempo , che danneggia gravemente  l’organizzazione sociale, priva di un pilastro fondamentale di una società complessa. Da questo  deficit di giuristi  nascono però occasioni utili per la professione o la consulenza degli avvocati. Proprio la confusione diffusa dà agli  avvocati anche un potere di interdizione, di intromissione, di consultazione anche in veste di consulenti della politica e dell'alta amministrazione, come avviene per i consiglieri di stato. Ma soprattutto genera anche la confusione , la disgregazione, le incomprensioni. Non è un disorientamento provocato dagli avvocati, ma gli avvocati ne ricevono  dividendi professionali importanti cui si dedica il libro di stefanoni "il codice del potere". Titolo giocato sui doppi sensi tra "i codici" , intesi come raccolte di legislazione, e il potere economico, evocando anche retroterra esoterici, come il codice da vinci, e simili. E' fuori discussione che in un paese sviluppato economicamente, ma all'anno zero quanto  a consapevolezza sull'organizzazione sociale, le occasioni  di lavoro non mancano. Avv. sta anche per avvoltoio, ma l'avvoltoio non è un'aquila che uccide la preda, e quindi non fa danni sociali. Profitta dei danni sociali che già preesistono nella società, di cui non si chiede le ragioni, così come l'avvoltoio non indaga sul perchè sono  morte le proprie prede. Si limita a divorarne i resti, che altrimenti andrebbero perduti. Non c'è nulla di male se la prof. Severino guadagna sette milioni perchè il disorientamento sociale sulle aziende italiane scarica su di esse, ogni tre per due,  incubi penalistici. Per l'avvocato il male è già successo, ed è solo questione di occurparsi delle spoglie..e quindi Neque nocet neque prodest . Va benissimo così, solo che la mancanza  di un "pilastro giuridico" dell'organizzazione sociale, la sta portando allo sfascio, ma di questo si devono occupare i giuristi , anche se fanno gli avvocati.

 

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