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Home Occultamento ricavi Il sintetico di massa non può funzionare: si vede prima di cominciare
Il sintetico di massa non può funzionare: si vede prima di cominciare PDF Stampa E-mail
Occultamento ricavi
Scritto da Raffaello Lupi   
Sabato 31 Dicembre 2011 08:30

Il reddito si tassa dove si produce, dove avvengono i consumi, guardando le attività produttive...procedere a ritroso partendo dai consumi individuali , cercando di ricostruirli, è come cercare l'ago nel pagliaio...ma allora perchè , dai tempi del povero ministro Goria, nel lontano 1991 questa strada

 

affascina i politici, e dietro di essi anche uomini delle istituzioni amministrative ? Le cause, come in tutti i fenomeni politico sociali, sono molte, interagiscono ed è difficile determinare al millimetro quale pesa di più...tuttavia al fondo c'è la solita visione moralistica degli "onesti e dei disonesti" e la mancata percezione della tassazione attraverso le aziende..Essendo lacerante per la coesione sociale, oltre che falso, spiegare l'evasione tacciando di disonestà gli operatori economici e gli organizzatori della produzione, si cercano diversivi, spostandosi dalla produzione al consumo personale, dove siamo tutti uguali, non ci sono più dipendenti e imprenditori, professionisti, artigiani e piccoli commercianti. Nei consumi personali, dove tutti hanno la macchina oppure no, comprano gioielli, pagano circoli  sportivi oppure no, viaggiano all'estero oppure no, recuperiamo una apparente unità popolare davanti all'evasione fiscale..finalmente non si parla più di idraulici, falegnami, gioiellieri, oculisti, tassisti, bagnini, fruttivendoli, siamo tutti uguali davanti al sintetico.il sintetico non è quindi uno strumento di determinazione della ricchezza , ma è un palliativo politico davanti alla schizofrenia sociale per l'incapacità dei professori di diritto tributario di spiegare all'opinione pubblica la tassazione attraverso  le aziende. Questo palliativo politico mediatico può funzionare per un pò, ma poi si scontra con l'impossibilità di valutare di gestire con sistematicità milioni di posizioni  in questo modo. E prima di cominciare emergono problemi come questo, descritto da Criscione sul sole, forse anche per scrivere qualcosa in un periodo dove non ci sono  notizie, ma che rivela una generale confusione di fondo, e la comprensione che il sintetico di massa non può funzionare.

In salita la febbre da redditometro. Il fisco deve frenare

di Antonio CriscioneCronologia articolo29 dicembre 2011

In questo articolo

Argomenti: FiscoPiero BrunelloAgenzia EntrateSose

È subito febbre da redditometro. L'agenzia delle Entrate ha "blindato" la sperimentazione, ha chiuso il programma di calcolo ai singoli utenti e a quanto risulta non sono state fronite nemmeno risposte ai dati già presentati. Ma non è stato sufficiente: il rincorrersi di continue voci sta mettendo a dura prova i nervi dei contribuenti che si sentono a rischio. L'ultima voce – attestata in un comunicato di smentita dell'agenzia delle Entrate – riguarda i coefficienti per le polizze assicurative. Sarebbero, infatti, in circolazione software che applicano un coefficiente elevatissimo (pari a dieci volte l'importo pagato) ai premi delle assicurazioni. E sembra che, sulla base di questo software, alcuni consulenti stiano consigliando ai loro clienti di non pagare i premi e rescindere le polizze.

Le voci, però, quando cominciano a diventare correnti incontrollabili, rischiano di creare problemi seri. Per questo l'agenzia delle Entrate ha dovuto precisare che questi software con i loro coefficienti non hanno fondamento. E Piero Brunello, amministratore delegato di Sose, assicura: «Il nuovo redditometro non funziona più per coefficienti, a differenza del vecchio».

Non si tratta, in ogni caso, della prima "indicazione" impazzita sul redditometro. Gira voce, per esempio, che alcuni contribuenti si stiano disfacendo alla spicciolata dei Suv più costosi. Un comportamento non molto assennato, se si considera che il redditometro "pescherà" anche nelle dichiarazioni pregresse, a partire dall'anno d'imposta 2009. E che, anzi, queste operazioni frettolose potrebbero far scattare i sospetti del fisco, che monitora non solo il possesso ma anche le cessioni.

Per non lasciare tracce sulle carte di credito si è segnalata, poi, una nuova propensione all'acquisto in contanti per alcuni acquisti di lusso, come per esempio gioielli. I limiti all'uso del contante aiuteranno senz'altro a limitare questi fenomeni anche se in molti casi non sarà difficile immaginare una solidarietà tra acquirenti e venditori, accomunati dall'intento di dichiarare al fisco solo quanto basta. Ma la sindrome da redditometro e l'allergia a pagare le tasse, potrebbero giocare brutti scherzi a coloro che in questo periodo cominciano ad "attrezzarsi" per evitare di incappare nelle maglie del fisco. Per ora la sperimentazione è ancora in atto e nessuno ha visto i risultati di come "gira" il nuovo redditometro. Dato, però, che le manovre affrettate non fanno bene a nessuno, anche chi volesse "ripararsi" forse farebbe bene ad aspettare che il fisco cali, davvero, le sue carte

 


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