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Una teoria per i tributaristi

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Home Economia, diritto e tributi 120 miliardi di imposte evase? Magari!
120 miliardi di imposte evase? Magari! PDF Stampa E-mail
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Economia, diritto e tassazione
Scritto da Administrator   
Lunedì 29 Novembre 2010 18:26

di Raffaello Lupi

 

La società italiana avverte profonde sperequazioni nella distribuzione del carico fiscale, e non sa spiegarsi perché, con una schizofrenia sociale da cui derivano tante reazioni istituzionali criticabili (ma comprensibili) anche da parte delle istituzioni, cassazione compresa, come rilevavo in un altro post di questo Blog.

 

Ma forse la cifra che gira continuamente, negli ultimi tempi, di 120 miliardi di imposte evase è addirittura sottostimata. Essa infatti deriva dall’importo che l’Istat aggiunge al  PIL a titolo di “sommerso”, non rilevato dalle statistiche su cui si basa la stima del reddito nazionale, ed è riferito soprattutto al c.d. “lavoro nero” o sottoremunerato. Il confronto avviene tra le rilevazioni statistiche di chi dichiara di essere “occupato”, e le analoghe dichiarazioni dei datori di lavoro.

 

L’eccedenza è un primo indice di sommerso, cui  viene aggiunta l’insufficienza dei redditi dichiarati dagli occupati “autonomi”, artigiani, piccoli commercianti e professionisti,  rispetto al reddito di un dipendente occupato a tempo pieno in attività analoga, secondo la logica su cui si basava la minimum tax.

 

La pressione tributaria e contributiva su questo importo ci dà i famosi 120 miliardi di imposte evase. Si trascura quindi tutto il lavoro “emerso” , dipendente, autonomo o organizzativo-imprenditoriale, cui si accompagna anche una consistente quota di ricchezza nascosta, perchè al criterio suddetto sfuggono le remunerazioni “in nero” di unità lavorative regolari, ma pagate parzialmente di nascosto, per straordinari e lavoro festivo; i piccoli commercianti e artigiani  che comunque soddisfano i requisiti minimi di reddito rispetto al contributo diretto lavorativo, ma guadagnano in realtà molto di più; la ricchezza nascosta dal capitalismo familiare in società di capitali, per la quale basta digitare “menarini” su google e vedere cosa viene fuori, le frodi carosello dove basta digitare “linea diretta evasione fiscale” per vedersi un bel filmato, infine gli afitti in nero, soprattutto tra privati, ma anche verso aziende e autonomi, cui ho dedicato un altro post.

 

Per cercare questa ricchezza nascosta ci si deve mettere in gioco con valutazioni per ordine di grandezza, stime e altri ragionamenti che comportano una assunzione di responsabilità, senza copertura normativa  rispetto a tutto l’apparato della vincolatezza, della legalità, dell’indisponibilità del credito tributario e di tutti quei fantasmi con cui l’accademia del diritto tributario ha inconsapevolemente bloccato l’azione del fisco,dove le aziende non arrivano, o dove i loro titolari mentono.

 

E’ il frutto distorto di un’idea di diritto appiattito sulla legislazione, non valutativo, portata avanti da una accademia inadeguata a risolvere i problemi della tassazione, ma che ne è lei stessa il principale problema. Un problema che impedisce di rasserenare il tema fosco della “Lotta all’evasione”  e di trasformarlo serenamente in quello della richiesta delle imposte dove le aziende non arrivano, o dove esse stesse mentono, come indicavo nel mio precedente post http://raffaellolupi.postilla.it/2010/11/17/lotta-allevasione-o-richiesta-delle-imposte/

 

Si logora così il patto sociale alla base della nostra convivenza, e si rendono del tutto inutili i discorsi sui tecnicismi di dettaglio, su cui ci si logora anche su questo blog, dove pare che l’unico problema della tassazione in Italia sia il Transfer pricing. Ma andiamo!

Commenti

avatar emelchiorre
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Da un commento del Prof. Lupi pubblicato su Postilla:

[...] lo stato non è venuto da marte, ma è un riflesso della nostra consapevoelzza del gruppo sociale, perchè indirettamente lo stato siamo noi, è l’espressione del nostro generoso e creativo individualismo italico, che non è “gretto egoismo”, ma è la nostra creatività, cui si accompagna anche la tendenza a farsi una propria morale…non siamo un popolo gregge e quindi siamo disorganizzati…o meglio , per organizzarci dobbiamo capire, ma per capire -siccome abbiamo tutti altre cose da fare- ci vuole qualcuno che rifletta, che metta in ordine i pensieri di tutti, le mille sfumature della condizione umana nell’organizzazione sociale, tutte sensate, nessuna risolutiva, perchè giustamente abbiamo altro cui pensare…immaginate un pò una società dove tutti parlano di teoria della tassazione…abbiamo bisogno solo di una società serena, senza sciocche lacerazioni. Siamo tutti grossomodo nella stessa barca, basta dire lotta all’evasione, bisogna dire “richiesta delle imposte”!!
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