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Home Controlli e contenzioso PEC, codifensori, domicilio e "scherzi da cancelliere"
PEC, codifensori, domicilio e "scherzi da cancelliere" PDF Stampa E-mail
Controlli e contenzioso
Scritto da Raffaello Lupi   
Venerdì 02 Maggio 2014 09:40

Il processo telematico rischia di diventare un boomerang per i contribuenti (tanto per cambiare gli uffici cadono sempre sul morbido, ma va bene così). Allora, dal lato dei contribuenti, anzi delle aziende, perchè il cetriolo finisce sempre lì, è abbastanza frequente  avere un team di difensori, nonchè un ufficio interno

per seguire i contenziosi. Un tempo, quando c'erano solo le notifiche cartacee, era facile, perchè si indicavano  "tizio e caio" come difensori e poi ci si domiciliava presso la società. Oppure presso uno di essi. Magari al tradizionale studio di riferimentosi affiancava a un difensore di prestigio per gli aspetti sostanziali e via così. Oggi una deprecabile prassi sembra ritenere sufficiente che l'indicazione della posta elettronica certificata , necessaria per tutti i codifensori, consenta alle segreterie delle commissioni di notificare a uno soltanto "random", il primo che capita. Magari quello col nome più corto così si digita di meno, oppure quello col nome più semplice. Ad esempio "Avv. Notarbartolo" che è più familiare , si becca la notifica , mentre il codifensore "Avv. Scenzi" benchè più corto no, visti gli inquientanti  interrogativi (per il cancelliere), tipo "scienzi con la "i" o senza la "i". Anche chi scrive può generare dubbi ad es. "Raffaello Lupi" o Raffaele Lupi? Quindi magari se sono in delega assieme a "Emanuele Filiberto Cordero di Montezemolo" la notifica va a lui se il cancelliere ha un bagaglio culturale storico monarchico sabaudo (o ferraristico). Se invece è uno spettatore dei vari programmi oggetto delle mie comparsate televisive la notifica arriva a me, pure se l'altro codifensore è un facilissimo  Paolo Rossi. Quasi quasi, per essere più sicuro, cambio nome (seguendo questi consigli di Massimo Troisi), oppure mi trovo un nome d'arte, anonimo breve e che non generi equivoci tipo Ugo Luppi con una P in più, che possa far schioccare le labbra , per evitare i pur remoti rischi di essere scambiato per "Ludi" o "Lubi" in un passaggio verbale tra un cancelliere e l'altro che si dettano a voce le decine di mail da mandare (senza tempo per fare lo spelling Elle come Livorno, U come Udine P come PorcoMondo e via enumerando....). Finchè si parte dagli scritti difensivi Lupi va benissimo. Tutto questo trambusto, con possibili riflessi  anagrafici, deriva dall'idea che 1) sia obbligatorio per tutti i codifensori indicare la pec (quindi no pec non mandato, come no martini no party) 2) la notifica via pec vada bene se effettuata a qualsiasi codifensore, tanto uno vale l'altro. Praticamente, seriamente,  l'elettronica ci ha portato ad appiattire le indicazioni del difensore con l'elezione di domicilio.

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