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Una teoria per i tributaristi

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sensazionalismo sul redditometro PDF Stampa E-mail
Controlli e contenzioso
Scritto da Raffaello Lupi   
Sabato 23 Febbraio 2013 15:23

Un segno del disorientamento collettivo in materia di fisco, è un paginone intero del sole 24 ore che ha dato grande risalto a una sentenza con cui un giudice civile di pozzuoli , accogliendo una istanza da art.700 cpc, avrebbe (secondo "Il sole") addirittura inibito all'agenzia delle entrate, nei confronti di tutti (erga omnes, come si dice) ulteriori utilizzazioni dellì'accertamento sintetico. Una sentenza sconcertante, una manifesta invasione di campo nel settore amministrativo, da parte di un giudice civile, che invece viene presa a

pretesto "per costruirci una notizia" nel solito sensazionalismo giornalistico, accettabilissimo per qualsiasi testata, ci mancherebbe altro. Ma che sul sole 24 ore -sezione norme e tributi- conferma una tendenza alla disinformazione, cioè al proporre le notizie in modo che facciano sensazione, anche mettendo a soqquadro le chiavi di lettura dei propri lettori. Che pensavano fossero escluse radicalmente azioni  ex art.700 in materia tributaria. Cosa di cui tutti siamo convinti. Ci saremmo aspettati almeno di veder precisato che quella sentenza, anche se passasse in giudicato,  vale solo per lo specifico soggetto (evidentemente un pensionato  senza di meglio  da fare, con un avvocato desideroso di farsi pubblicità e probabilmente un giudice "amico") puntualizzando che nel dispositivo della sentenza c'è scritto a chiare lettere l'effetto è con riferimento al ricorrente: insomma, il pensionato si è divertito, tanto piacere, ma se lo si diceva si sminuiva la notizia: Della serie, "pur di fare notizia creo confusione".  Ci saremmo aspettati di veder dedicata una riga al palese straripamento del potere giurisdizionale civile su una questione amministrativistica, riflettendo che allora qualsiasi archiviazione pubblica è esposta alla censura della privacy. Ci saremmo attesi una riflessione sulla portata della sentenza in casi  diversi, e sulla totale carenza di giurisdizione. Invece ci troviamo  sproloqui politico sociali sul redditometro. Ci saremmo aspettati qualche riflessione sulla creazione di fastidi da parte della normativa sulla privacy. Che nasceva per tutelarci contro intromissioni indebite nella sfera privata, che continuano imperterrite ad avvenire, visto che ci telefonano all'ora di pranzo per chiederci di comprare qualsaisi cosa. Invece la privacy viene tirata in ballo per ostacolare le attività aziendali e quelle amministrative. E' un altro caso di "governo della legge" preso a pretesto per far  comandare un po' tutti, non in proporzione all'opportunita', ne' alla loro funzione sociale, bensi' alla possibilita' di far parlare la legge per mettersi in mostra. In questo caso con stupidaggini usate come strumenti di protagonismo. Cui dà spago il sole 24 ore, con un articolo di de mita senza nè capo nè coda , che disquisisce un pò di tutto. Non c'è nulla da fare. L'informazione non può sostituire la formazione, e quando ci prova rimbambisce i suoi lettori.  

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