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Una teoria per i tributaristi

Questo sito vuol contribuire a una teoria della tassazione, conciliando quella ragionieristica attraverso le aziende con quella valutativa attraverso gli uffici. Pur cercando di essere comprensibile da tutti, parte da aspetti facilmente inquadrabili dagli operatori del settore. www.giustiziafiscale.com   si rivolge invece direttamente agli opinion makers e agli esponenti della pubblica opinione. Sull'organizzazione sociale in generale www.organizzazionesociale.com

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Durc mobile: cosa possono fare le aziende contro gli omessi versamenti dei fornitori? PDF Stampa E-mail
Controlli e contenzioso
Scritto da Raffaello Lupi   
Martedì 18 Dicembre 2012 08:53

L'esternalizzazione della tassazione, la paralisi degli uffici , che non vogliono decidere oppure "fingono di decidere" conferma la tendenza ad "amministrare per legge", come se la legge potesse guarire le malattie e far piovere, in una

specie di demenza collettiva. Il fenomeno da contrastare è noto , cioè l'esternalizzazione dell'evasione, sia per ridurre i costi , cioè fare "evasione d'impresa" con un taglio del cuneo fiscale all'amatriciana, ad esempio spingendo i dipendenti a costituire  cooperative e consorzi, senza nulla da perdere, che non versano contributi sociali né ritenute fiscali; è una via “fatta in casa” al taglio del costo del lavoro abbattendo gli oneri fiscali e contributivi. Magari poi qualcuno, già che c'è, utilizza le fatture emesse dalla controparte per nascondere un pò di ricchezza aggiuntiva al fisco. Contro questi fenomeni, la legge spesso incarica i contribuenti di autocontrollarsi reciprocamente, con attestazioni di vario tipo aventi valenza tributaria; si pensi alle dichiarazioni di intenti per l’acquisto senza IVA, alla oppure responsabilizzazione dei clienti per violazioni dei fornitori, oppure agli obblighi di segnalare “operazioni fiscalmente pericolose. Ma non si può andare oltre certi limiti, e anche qui si vede la carenza progettuale di un diritto tributario  appiattito sul commento di quello che fa il legislatore, oppure che divaga di fantapolitica sulla spesa pubblica e lo sviluppo. L'adempimento di segnalare tutti "senza soglie" è semplicemente demenziale, un cilicio fiscale con funzione scaramantica , che  testimonia il disorientamento della pubblica opinione in materia tributaria, priva di punti di riferimento (questi ultimi nel migliore dei casi sanno  fare solo gli avvocati, ma spesso neppure quello). Ecco quindi gli adempimenti lunari (Mi chiamo DURK vengo da ORK), che colpiscono solo le aziende strutturate, mettendole in crisi, senza minimamente impedire di fare certificazioni o autocertificazioni farlocche. Le colpe di quello che è nascosto, e che la funzione pubblica non riesce a trovare, ricadono su quanto sarebbe comunque dichiarato.  Questa modalità di evasione viene percepita dalle istituzioni, prive però di capacità immaginative e progettuali, che fanno quello che possono. I responsabili fiscali delle aziende sono costernati, e pubblicheremo su dialoghi alcune loro riflessioni  sull'assurdità dell'adempimento, ma anche loro sono privi  di una funzione progettuale, e sono incapaci di porsi dal punto  di vista dell'interesse generale, con comunicati stampa che non rispondono alla domanda della pubblica opinione e delle istituzioni su cosa possono fare le aziende per contrastare il fenomeno (al limite anche nulla, ma bisogna spiegare perchè). Altrimenti ne viene fuori un altro cilicio fiscale sostanzialmente inutile, un altro rito scaramantico inutile per tutti, come il certificato antimafia.

 

Se vogliamo superare questo circolo vizioso di stupidaggini, dobbiamo porci  la domanda "in quale misura si potevano utilizzare intelligentemente le aziende? Secondo me con una logica selettiva tipo quella dell'antiriciclaggio. Che però è una logica valutativa della serietà del fornitore, invece di chiedere a tutti i fornitori un pezzo di carta. Alle aziende non basta dire "lo deve fare lo stato", perchè nell'immediato questa è un'illusione. Le aziende devono piuttosto proporre 1) una soglia 2) un riepilogo annuo 3) Una serie di indici di anomalia per guidare una ineliminabile discrezionalità , che poi è un altro termine per dire "valutatività". Concetto che non può essere esorcizzato, nè dall'amministrazione nè dalle aziende. Che troveranno ascolto solo quando, attraverso organi rappresentativi che ne capiscano i problemi, sapranno mettersi nei panni delle controparti istituzionali. Rispondendo alla loro domanda: va bene così non funziona, ma allora che facciamo. Siccome le aziende sono l'unica cosa che funziona in questo paese devono  darsi carico di questi oneri impropri. Smettendo di parlare solo di IAS e altri tecnicismi, e valorizzando il ruolo delle aziende come esattori del fisco, in cambio di un ascolto e di un riconoscimento sociale. Noi facciamo del nostro meglio, ma voi abolite un adempimento idiota come il tutoraggio fiscale . Perchè a fare il tutoraggio ai tutori si sprecano energie amministrative e si perde tempo. Siccome i tutori sono  le aziende, loro malgrado, e finora hanno preso solo gli  oneri di  questo ruolo, devono prenderne anche gli onori. Tanto per forza o per amore qualcosa alle aziende faranno fare , quindi è bene che le aziende si facciano carico di questa responsabilità, si mettano da un punto  di vista più generale, e interagiscano con le istituzioni. E' l'unico modo per limitare i danni ed essere un pò più protagonista, smettendo di essere un capro espiatorio. Altrimenti i danni ce li avranno lo stesso, non avranno riconoscimenti di ruolo, e il paese continuerà a disgregarsi. Si tratta solo di essere un pò meno  miopi e se manca tempo trovare due spiccioli per finanziare qualche studioso che organizzi le loro riflessioni (invece di ingrassare le inutili macchine da soldi professionali).

 

 

Esempio di traccia per un comunicato stampa "costruttivo" Roma, 17/12/2012  - “Le recenti disposizioni sulla responsabilità sanzionatoria del committente e solidale dell’appaltatore  con il suo subappaltatore in materia fiscale hanno introdotto un meccanismo di ulteriore appesantimento degli oneri burocratici che già gravano sulle imprese, chiamate ancora una volta a svolgere un ruolo di controllo fiscale, senza alcun compenso nè riconoscimento. Le aziende si sono  sempre dichiarate disponibili a mettere a disposizione la loro operatività contabile per fini di controllo previdenziale e tributario, purchè gli appensantimenti gestionali siano proporzionali all'utilità effettiva nel contrasto alle patologie dell'inadempimento contributivo  e fiscale da parte dei fornitori. A questo scopo è importante la precisazione del concetto di appalto, cui deve corrispondere una esternalizzazione di una parte dell'attività aziendale, su cui l'azienda deve avere effettivamente un potere di ingerenza e controllo, unitamente a una soglia dimensionale dell'acquisto. In modo che gli oneri impropri siano proporzionali ad una effettiva utilità generale.

 

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