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Una teoria per i tributaristi

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Home Controlli e contenzioso Corruzione Italia Usa a confronto
Corruzione Italia Usa a confronto PDF Stampa E-mail
Controlli e contenzioso
Scritto da Emiliano Covino   
Sabato 03 Ottobre 2009 09:34

Se la corruzione è un problema generale (vedi questa divertente scena da "fantasmi a Roma"), non in tutto il mondo si affronta allo stesso modo. Gli Usa confermano un atteggiamento realistico anche in questo campo. Dall'articolo che segue emerge l'atteggiamento dell'IRS sul tema della corruzione. Dove l'indicazione è netta: il funzionario deve stare al gioco e accettare sempre, e immediatamente informare il controllo interno e l'FBI. Così, al momento di pagare la bustarella,  il contribuente avrà sempre il dubbio che, invece del funzionario (apparentemente corrotto) arrivi la polizia. Non credo che il sistema funzioni sempre, però di certo mette un pò di paura, senza tutte quelle sceneggiate esteriori, dei film di totò e aldo fabrizi, dove i verificatori rifiutano il caffè o la telefonata, gesto simbolico che fa pensare all'esistenza , sotto al tappeto, di un problema enorme (vedetevi pure la consegna del verbale con Louis de Funes fiscalista, che ne vale la pena). Dalle parti nostre ci vuole proprio un funzionario ingenuo che va a chiedere soldi dove non si deve, e si sa che ti fanno arrestare, oppure si chiedono soldi al più grande studio legale italiano (devo fare il link...) ...ma per il resto...chi gestisce soldi fuori li può dare ai controllori....ma chi studia solo materiali legislativi, dottrinali etc..., farà lo struzzo..perchè il problema della corruzione può essere analizzato solo in una prospettiva istituzionalistica del diritto, che poi è quella che lo vede come settore del sapere umanistico. Ragionevolezza, valutazione, stima, sono tutti concetti che vengono disincentivati da una irrrazionale paura della corruzione..alimentata dai fantasmi della legalità, dell'indisponibilità, della sacralità del credito tributario, quello sancito da un legislatore onnipotente, che tutto sa , anche se non ne è consapevole, e delle cui enunciazioni il giudice è l'unico profeta, mentre la dottrina è l'unica depositaria del senso arcano dei comandi del giudice. In quest'ottica essere essere ottusi, irragionevolmente vessatori, punitivi "fiscali", è il miglior viatico per evitare le accuse di corruzione........dove si è stati corrotti davvero..perchè il corrotto sarà il primo a gridare all'evasione, e anche a insinuare sospetti sui colleghi più ragionevoli...ottusi sempre e morbidi a pagamento. E' un'altra  riprova (degenerata) della matrice amministrativistica della tassazione. Che ritorna fuori, nella patologia,  quanto  più la si vuole esorcizzare nella fisiologia...

certo, anche la corruzione può essere un modo per prendersi responsabilità, per decidere, per riscuotere le imposte assumendo iniziative. Un funzionario che individua 100 di ricchezza nascosta, ne preleva 50 per il fisco, e prende una bustarella di 10 per se stesso, fa un servizio sociale , anche in termini  di dissuasione, migliore di quello  che spara una supercazzola di processo verbale su un fantomatico abuso del diritto. Mi viene in mente un film di nanni moretti (il portaborse) dove l'onorevole Botero diceva di preferire uomini  brillanti ed estrosi, anche se un pò mascalzoni, a uomini grigi, noiosi,  ma onesti,  perchè alla fine il grigiore, la noia ed anche l'eccessiva onestà faranno senz'altro più danni al paese"

 

IRS Agent Refuses Pizza Bribe

Houston (May 26, 2009)

A Texas restaurant owner has been sentenced to two years in jail after he was convicted of trying to bribe an IRS agent by offering her free pizza and a job.

Ramesh G. Khilnani, 51, a Houston-area resident and a native of India, offered pizza and “work” to an IRS agent in February 2008 after an audit of his business showed that he owed $49,000 in back taxes for the years 2004 to 2007. The auditor, suspecting she was being offered a bribe, reported the incident to her supervisor.

Agents from the Treasury Inspector General for Tax Administration arranged for the recording of subsequent meetings – via telephone and in person – between the agent and Khilnani. During the course of these contacts, Khilnani offered the agent  $2,500 and delivered $2,000 in exchange for having his tax liability reduced from $49,000 to around $500. In addition to financial compensation, Khilnani repeatedly offered the agent pizza from his restaurant as part of the deal.

Khilnani pleaded guilty and was convicted of bribery of a public official. U.S. District Judge Ewing Werlein Jr. sentenced Khilnani to 24 months in federal prison for bribery of a public official. He has been in federal custody since his arrest in October 2008 and will remain in custody to serve his sentence.

Khilnani is a citizen of India and has no legal status in the U.S., according to prosecutors, and he is subject to deportation upon completion of his prison term.

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